Dove tornano le api
Roberta Schira
Esther, trent’anni, ha tutto ciò che si possa desiderare. A capo di un impero immobiliare, è indipendente, ricca, desiderata. Eppure nasconde un piccolo, curioso segreto: conserva una scatola piena di bottoni rubati. Quei minuscoli oggetti sono la memoria degli errori e delle perdite che non ha superato: il padre che se n’è andato troppo presto, la madre che non ha mai avuto una parola dolce per lei, Marcello che la riempiva di attenzioni ma le tarpava le ali.
Dopo aver scoperto una terribile verità che riapre vecchie ferite, Esther si rifugia in un casolare in Valtellina. Lì, la vita si muove lenta e la natura mostra come rifiorire a ogni primavera. E grazie all’incontro speciale con un apicultore, Esther scopre che le api non insegnano: fanno.
E, a guardarle fare, qualcosa dentro di lei comincia a cambiare. Quasi senza accorgersene, comincia a costruire la Casa delle Donne Api, per prendersi cura di altre donne ferite. Accanto a lei c’è Céleste, la governante-filosofa che l’ha cresciuta, e arrivano a una a una le donne della Casa: ognuna porta una ferita, ognuna trova un posto. Nessuna domanda la prima notte.
Poco alla volta, Esther imparerà a prendersi cura di sé stessa, accettando i propri limiti e i propri difetti, senza volersi diversa. E scoprirà che la cosa più
importante è sapere di poter sempre ritrovare casa, perché «casa» non è un luogo, ma le persone che scegliamo di amare.
importante è sapere di poter sempre ritrovare casa, perché «casa» non è un luogo, ma le persone che scegliamo di amare.
Gliel’hanno suggerito le api, che sanno sempre dove tornare.