Sotto Processo
Erri De Luca
Un pamphlet narrativo affilato come un rasoio sul conflitto che definisce il nostro tempo: il divario generazionale. Un libro urgente e indimenticabile che riunisce letteratura, testimonianza e indagine morale e si chiede: con quale privilegio la giovinezza rivendica il diritto di giudicare il mondo — e con quale autorità?
In una narrazione avvincente e ad alto concetto, uno scrittore anziano viene trascinato davanti a un tribunale clandestino composto interamente da giovani sotto i trent’anni. È accusato — insieme alla sua intera generazione — di aver ostacolato il rinnovamento, e di occupare illegalmente il presente.
Sul banco degli imputati non c’è solo un uomo, ma l’idea stessa di generazione, di autorità e di continuità.
Ammanettato e interrogato, affronta la sentenza definitiva. Eppure, invece di difendersi, contrattacca. Calmo, lucido e sorprendentemente provocatorio, trasforma l’interrogatorio in un feroce duello intellettuale — tra chi ha vissuto a lungo e chi teme che non ci sia abbastanza vita rimasta per potersela appropriare.
Il romanzo è seguito da una nuova edizione de La parola contraria, che include la dichiarazione integrale resa in tribunale da Erri De Luca durante il processo del 2015, quando fu perseguito per la sua posizione sulle proteste contro la linea ad alta velocità in Val di Susa.
Un testo cardine della storia culturale italiana contemporanea, rimane oggi straordinariamente attuale — una potente riflessione su cosa significhi difendere la libertà di parola sotto accusa. Due processi — uno immaginario, uno reale — si rispecchiano tra queste pagine. Insieme ad altri scritti, formano un coro di voci: storie di silenzio, guerra, paura — ma anche di resilienza e speranza. Parlano da un tempo precedente a un mondo che ha perso la sua fede, la sua pazienza, la sua passione.
Un mondo che non appartiene più né ai giovani né agli anziani — ma agli spietati. Provocatorio, politico e profondamente umano, questo è un libro che esige di essere letto — e discusso.